Testimonianze

La vita è strana. Ero in una fase acuta della colite ulcerosa. Una parte del mio intestino aveva deciso di funzionare a modo suo. Un gastroenterologo e un'allergologa mi suggeriscono di andare dalla psicologo, dicono che potrebbe essermi d'aiuto. Mi sono fidato. Avevano ragione. Per circa 6 mesi, praticamente una volta al mese, la terapia ha rappresentato l'anello mancante della mia cura. Dopo l'intestino e l'alimentazione stavo finalmente curando anche la mia mente. Passando attraverso momenti emotivamente anche molto provanti, sono riuscito a superare gli aspetti per me più imbarazzanti della malattia. Avevo voglia di guarire, ho avuto fiducia e l'aggiunta della terapia mi ha aiutato a migliorare prima e stabilizzare poi la mia salute.

I.Z.

 

Avevo una grande ansia nel rapportarmi alle persone e alle situazioni e mi sentivo spesso inferiore agli altri. Questa terapia mi ha aiutata a capire da dove quell’ansia arrivava e quale fosse il mio ruolo in quella situazione di cui tanto mi lamentavo. Oggi sono una donna libera di essere quella che sono veramente, l’ansia non fa più parte della mia vita e sono riuscita a riabbracciare mia madre. Quello che questo percorso mi ha restituito è una qualità di vita migliore. Oggi sono felice di una felicità piena, mai provata.

M.F.

 

La terapia per me ha significato eliminare il velo opaco che mi impediva di essere consapevole delle sensazioni che provavo, delle paure che mi opprimevano, facendomele finalmente vedere con chiarezza, chiamare per nome, quando ne ho bisogno, in ogni momento della giornata, in ogni situazione in cui mi trovo! 

A.

 

Oggi riesco a riconoscere quello che sto provando in qualsiasi momento, grazie alla lucidità che la terapia mi ha aiutato a raggiungere. La consapevolezza che adesso ho rispetto alle mie sensazioni ed emozioni mi aiuta ad essere anche più intuitiva e sensibile verso i sentimenti che provano le persone che incontro. Questo significa per me avere reso più vero e più forte il mio rapporto con me stessa, ma anche quello con gli altri!

C.

 

Grazie alla terapia ho scoperto emozioni e sentimenti che sono dentro di me e che prima non riuscivo a vedere o a riconoscere, perchè era come fossero coperti da un velo opaco che io stessa avevo creato per difendermi da loro!

Il mio rapporto con me stessa è così diventato più sincero, più vero ed io mi sento più a contatto con la mia vita e con le persone che mi circondano!

I.

 

Un percorso duro, difficile, doloroso, ma fondamentale per vivere la vita al meglio delle nostre possibilità. Lascia dentro una gioia infinita. Una forza che non ci lascerà mai e che aiuta ad affrontare e superare tutte le difficoltà, ma anche a vivere ancora meglio le cose belle. Ogni persona ha i suoi diversi scogli da superare, ma per quanto mi riguarda, vivere senza sensi di colpa mi ha cambiato la vita!! Gli errori li farò sempre, sono umana, ma da oggi in poi se sbaglio non mi flagello più... lo accetto, ne faccio tesoro e soprattutto capisco che se in quel momento ho agito così, avrò avuto le mie buone ragioni. Forse questa frase è un po' troppo egoistica, ma a grandi linee è proprio quello che penso.

E.

 

Grazie a questa terapia mi sono sentita presa per mano e guidata sulla strada giusta, ma quello che dico a chi ha bisogno è che se non si è i primi a porgere la mano perché si vuole stare bene, non si va da nessuna parte. Ci sono giorni che ho avuto un pò di ansia, so che ne avrò altri ma l’importante è che so che cosa me li scatena e so come affrontare il problema e quindi superarlo!

L.

 

La terapia io la consiglierei a chiunque per me è stata liberante, tanto difficile e dolorosa, ma liberante. Ho imparato a conoscere quella piccola parte del quarzo, ho imparato a riconoscere i miei sentimenti e ad onorarli tutti, ho imparato a ragionare con la mia testa e non con quella dei miei genitori, ho imparato a vedere anche le sfumature del grigio. La terapia può essere di grande aiuto per tutti a patto però che lo si voglia davvero con tutta la nostra anima. Anche se all’inizio fa tanta paura poi ci si accorge che ne vale davvero la pena perché ti aiuta a sentirti una persona, una donna, una mamma libera.

L.

 

Quando ho cominciato il mio percorso di terapia non sapevo bene cosa aspettarmi: né riguardo a come si sarebbero svolti gli incontri, né riguardo al mio essere in grado di raccontarmi in profondità, né tanto meno sapevo dove mi avrebbe portato questa esperienza.

L’unica cosa di cui ero abbastanza sicura era che volevo una torcia per far luce all’interno delle “stanze” oscure del mio Io. E la cosa mi spaventava non poco: non solo perché non avevo la benché minima idea di cosa ci avrei trovato, ma anche perché, in quel momento così buio della mia vita, sentivo di non essere in grado di capire quale poteva essere la strada verso la felicità.

Con questo stato d’animo sono andata al primo incontro. E la domanda che mi è girata in testa per tutta la sera è stata: “ma la dottoressa che mi siede di fronte riuscirà a fornirmi gli strumenti di cui ho bisogno per risolvere tutto il casino che io mi sento nell’anima?”.

Già faticavo non poco (e senza peraltro riuscirci!) a capirmi io...figurarsi una persona che nemmeno mi conosceva! Solo più tardi ho capito che la torcia per illuminare i lati che tanto mi spaventavano di me stessa ce l’avevo io tra le mani! Era sempre stata lì, solo non riuscivo a vederla.

La terapia ha cominciato a dare frutti nel momento in cui ho, finalmente, smesso di delegare alla mia terapeuta la responsabilità della mia felicità! Per me questa è stata una grande scoperta, anzi è stata LA scoperta: io avevo tutti gli strumenti per vivere felice; la terapia ha avuto il grande merito di farmi aprire gli occhi sulle mie capacità.

E’ stato un percorso pesante, svuotante, ma fatto di piccoli passi. Quello che dalle sedute emergeva, a volte anche molto doloroso, era sempre “tarato” sulla mia reale capacità di sopportarlo.

La terapia mi ha aiutato a guardare a me stessa con occhi diversi, migliori, perché più veri, non più offuscati dall’ansia. Ecco allora che tutto quel calderone di emozioni, prima così confuse e che mi spaventavano tanto, pian piano ha cominciato a farsi meno caotico e ogni emozione (bella o brutta che fosse) ha acquistato il suo proprio colore. E ogni colore ha preso il proprio posto all’interno del MIO quadro.

C.

 

Ho deciso di farmi aiutare quando un bel giorno, in uno dei rari momenti di pausa di un lavoro che stava diventando insopportabile, qualcosa dentro di me ha detto “Basta! Quest’ansia te la porterai anche dietro da una vita, ma così è troppo, non può essere normale, io non sono così”…mi è tornato in mente l’entusiasmo di una persona con cui avevo parlato parecchi mesi prima nel parlarmi della psicoterapia dinamica che lui stesso stava sperimentando con grandi soddisfazioni. 

Cosi quel giorno ho iniziato piena di entusiasmo e speranze, convinta che tutto il lavoro si sarebbe concentrato sulla mia ansia attuale…dopo pochissimo le molte cose da dire hanno lasciato posto a quello che spingeva per uscire da una vita: le mie emozioni…avevo una persona davanti che non solo mi lasciava piangere, ma mi spronava nel sentire quello che provavo e nel comunicarlo, facendo tacere così quel dialogo mentale senza fine che cerca giustificazioni e annienta il fluire delle cose.

Sono rimasta stupita da come si fosse aperta quasi subito la ferita vissuta con i miei genitori…la mia testa aveva chiuso il capitolo e cominciato a dimenticare tutto quello che avevo sofferto nella mia vita, ma il mio corpo ricordava tutto e cominciava così a liberarsi e a fare ordine del passato…

E’ cominciato così un percorso di amore per me stessa. Ero una persona che si sarebbe annientata per gli altri e ho cominciato a scoprire che il modo migliore per amare gli altri è amare se stessi. Ho imparato a non rinnegare niente di me, ho scavato nel profondo senza mai sentirmi giudicata. Ho sperimentato che solo l’accettazione delle proprie ferite rivissute, che molto spesso non sappiamo neanche di avere, lascia spazio al perdono e ad un amore spontaneo, non forzato.

Quando ho toccato il fondo della mia frustrazione è successo il miracolo: tanto forte era stato il dolore rivissuto, tanto più grande è stata la felicità nel vedere che improvvisamente i rapporti con i miei genitori sono cambiati come mai avrei sperato, e con loro anche il rapporto con le persone intorno a me.

Ho cominciato a sospettare che la vita fosse molto più di quello che avevo vissuto fino ad allora. Sono passati due anni, e non ho mai smesso di confermarlo. Abbiamo un potere immenso di cambiare al meglio le cose intorno a noi se cambiamo noi stessi. Gli ostacoli si presentano tutti i giorni, ma se abbiamo lo strumento per affrontarli sono un’occasione per sciogliere qualche vecchia cicatrice rimasta soffocata.

Psicoterapia dinamica per me è quella sensazione magnifica di liberazione, perdono per se stessi e apertura alla vita, il rendersi conto che la disperazione latente che ti rendeva schiavo è solo un’illusione data dal non fluire delle nostre emozioni.

L.B.

 

Rinascita, questo è in assoluto ciò che meglio sintetizza il mio percorso terapeutico.

Prima permani in uno stadio che definirei di "oscura vita" in cui le proprie azioni, i propri gesti, le proprie decisioni, i propri gusti qualsiasi essi siano non hanno una "storia", non sai da dove nascono, da dove scaturiscono e perché proprio in quei termini piuttosto che in altri.

Questa esperienza è stata una profonda maturazione, così come un feto che preparandosi a nascere si forma e prende il suo tempo per comporre e costituire ogni sua parte, essa porta a quella che ritengo la rinascita e questa “nuova vita rinata” e permette il più grande dei privilegi: la consapevolezza.

Tutti i pezzi della propria esistenza così si possono conoscere perfettamente in ogni propria caratteristica, in ogni particolare, in ogni attributo e in ogni singola sfumatura. 

Non è un cambiamento come si potrebbe dapprima immaginare, ma è puramente una conoscenza di se stessi, di come si è originato ogni nostro modo di essere e solo attraverso questa comprensione dei propri eventi passati, dei propri atteggiamenti scaturiti, dei propri sentimenti provati e quindi del proprio modo di essere, si può avere padronanza della propria vita, delle proprie scelte, dei personali bisogni ed amare quest’essere frutto di tutti questi singoli pezzettini di storia che tutti insieme fanno di se stesso quella persona unica, inimitabile, a volte bella, a volte brutta, ma comunque insostituibile.

L.

 

Ho iniziato la psicoterapia perché avevo bisogno di aiuto e questo è stato per me un aiuto, il più valido.

Ho iniziato a conoscermi, ho imparato a riconoscere ed aggirare le insidie che mi impedivano di prendermi cura di me. Conoscenza e amore.

E’ l'unico modo per aspirare alla libertà. Mille ed altre volte ritornerei a chiedere aiuto alla mia psicoterapeuta, senza dubbio alcuno.

L.L.

 

Come descrivere in poche righe il mio percorso psicoterapico se non così: una rinascita!

La strada per arrivare dove sono arrivata è stata lunga e molto molto dolorosa, ma la cosa che mi rimprovero sempre è: “Perché non l’ho fatto prima?”... perché non ci credevo... avevo paura del giudizio degli altri... pensavo che la vita che dovevo vivere fosse quella che stavo vivendo... o forse, ancora peggio, avevo il terrore di cambiarla! 

Invece ho scoperto la vita attraverso l’ascolto di me stessa, di tutto quello che c’era dentro di me e che avevo il terrore di sentire. E questo lo devo a me stessa, sicuramente, ma anche a chi mi ha dato la forza di crederci e i mezzi per arrivare a respirare ancora.

Grazie. 

L.